STORIA

Da molti anni nella città di Carpi la passione per la Vespa ha dato vita a numerose avventure. Ha fatto incontrare i destini dei più bizzarri e disparati cittadini con la  comune passione per questo magico veicolo a due ruote.

Un breve resoconto dell'avventurosa attività del “VESPA CLUB CARPI” dall'anno 1949 ai giorni nostri.

Ritornare alle origini della Vespa ci riporta alla memoria un' Italia caratterizzata da grandi cambiamenti: gli anni del dopoguerra trasformarono il paese da monarchia a repubblica, con diritto di voto per tutti gli uomini e le donne. In quegli anni la voglia di ripartire e di distrarsi era di gran lunga superiore alle possibilità economiche, da qui  la Vespa entra a far parte della storia .Il mitico scooter della Piaggio  iniziò a rappresentare non solo il traguardo della mobilità e della libertà di viaggiare, ma anche l'occasione per incontrarsi.

Ben presto in tutta Italia iniziarono ad organizzarsi piccoli gruppi autonomi di vespisti. Il 23 ottobre del 1949 una nutrita rappresentanza di questi gruppi si riunì a Viareggio ed i 29 delegati presenti diedero vita al VESPA CLUB D’ITALIA.

Le Vespa si moltiplicarono lungo le nostre strade,e fu cosi che i vespisti Carpigiani nel 1949 si unirono nel “VESPA CLUB CARPI” ,dando vita ad una lunga storia costellata da innumerevoli avventure che continuano ancora oggi ad animare le nostre giornate.

L'agente della Piaggio a Carpi fu Adolfo Maletti, una figura caratteristica di stazza robusta. Era in grado di esprimere i propri sentimenti con pochissime parole,sempre pronto alla battuta,sapeva raccontare le barzellette in modo così efficace da averne sempre un riscontro sicuro. Era noto per questa sua capacità, ma ancora più per la sua disponibilità e per la sua fama di “buona forchetta”. Si racconta che durante un pranzo del club a Ravenna comandasse al cameriere piatti in brodo finchè non era pronta la pasta asciutta, e pasta asciutta finchè non era pronto il secondo di pesce. Un personaggio simbolo, intorno a cui ruotava l'attività del VESPA CLUB CARPI.

Il primo presidente (anche se non a lungo) fu il dr.Antonio Rossi,direttore della “farmacia operaia”.Era un altro bel tipo di questo panorama carpigiano. Alto e magro dal viso cavallino e  portamento imperioso. Dietro il bancone in camice bianco dirigeva collaboratori e commessi come un direttore d'orchestra. Occupò questo posto per oltre quarant'anni con accanto la moglie,bellissima e stravagante, la dottoressa Laura Canovi.

Il dr.Tonino Rossi era rinomato per la sua scarsa propensione a guidare la Vespa, partiva in seconda in una nuvola di gas di scarico e “vigliac, s'al cambieva” passando alle marce superiori. In una gita per aver troppo osato cadde, scivolò su un ginocchio che fece fatica a guarire finchè buoni amici, capaci di grande e meritevole sincerità, gli consigliarono di smettere. Era scoppiata intanto la mania della Vespa e il dr. Tonino ebbe il merito di avere avviato con numerose gite un turismo a due ruote destinato ad espandersi oltre ogni previsione nella nostra città.

A lui seguì il cavallier Bruno Bellesia. Nato a Rolo,ma carpigiano di fatto,durante la seconda guerra mondiale, secondo pilota di aereosilurante. Conquistò tre medaglie dargento, una croce di guerra al valor militare ed una medaglia di bronzo, per una eroica azione con l'aereo danneggiato dal fuoco contraereo. Bellesia aveva un forte carattere. Impiegato all'esattoria della cassa di risparmio, per molti anni fu presidente dell'AVIS comunale che grazie al suo impegno si rafforzò sotto ogni profilo. Era dotato di naturale autorevolezza, esperienza e capacità decisionale. Ebbene non resta che immaginarsi questo aviatore che dopo tante avventure si concedeva gite domenicali in sella ad una fiammante Vespa. Restò presidente sino al 1954.

Il terzo presidente fu Alberto Bandieri, un impiegato della coperativa braccianti e falegnami di Carpi, dotato di humour e di capacità organizzative notevoli, ottimo fotografo. Bandieri non era molto alto, ma aveva una corporatura proporzionata, che gli aveva consentito di ben figurare nel calcio e nel tennis. Bandieri sapeva tenere banco, rispondere battuta su battuta, e raccontare gli episodi più comuni trasformandoli in un diario esilarante. Ben coadiuvato da alcuni amici che facevano parte del consiglio, reggeva benissimo la contrapposizione con il Lambretta club, altro astro emergente della nostra popolare motorizzazione, e incrementava il programma gite.

A queste gite partecipavano tra le trenta e le sessanta Vespa, tutte con lo scudo anteriore fregiato con il fascione  bianco e rosso, i colori carpigiani, con la scritta “VESPA CLUB CARPI”. Quando attraversavano paesi e frazioni in lunga fila indiana, la gente usciva dalle case, incuriosita, a frotte, donne e bambini, per assistere alla interminabile sfilata. Chiudeva poi regolarmente la fila il buon Maletti che seguiva il gruppone in macchina assicurando eventuale assistenza.

Tra i collaboratori di Bandieri dobbiamo ricordare Claudio Guatioli e Vittorio Salati, un trio legato da una inossidabile amicizia. Claudio era anche il segretario del consiglio. Impiegato prima alla società operaia e  poi cassiere al banco San Geminiano e San Prospero. La grande abilità nel pilotare la Vespa, unita ad una meticolosa e maniacale preparazione del proprio mezzo e delle attrezzature prima di ogni competizione, faceva di Claudio uno dei migliori regolaristi nelle competizioni indette dai vespa club di tutta Italia. Assieme a Pepo Tarabini ed Emilio Manicardi “detto zavorra”, Claudio vinse in Romagna nel maggio del 61 su un percorso che partiva e rientrava a Forlì attraverso le complicate strade appenniniche, e si ripeteva nel giro dei castelli Malatestiani, legati tra loro da tortuosi tornanti, e nel giro della provincia di Mantova e in Sardegna.

Vittorio Salati fu l'altro moschettiere che affiancò il presidente Bandieri. Impiegato comunale nel settore economico, la sua primaria passione era il teatro, una passione che non  abbandonò mai collaborando con diverse compagnie di prosa locale. Un personaggio dal piacevolossimo carattere che non perdeva mai la pazienza e trovava sempre il modo di stemperare difficoltà e diversità, che è una gran dote. Tra le gite più significative ricordiamo quelle a Recoaro nel maggio del 57, quella ai laghi di Garda, di Levico, dIseo, senza dimenticare che si trovava anche il tempo di fare una partita a pallone, giovani contro sposati, anche in campi improvvisati. Memorabile la puntata a San Martino di Castrozza dove i nostri eroi,partiti in dodici, al rientro furono sorpresi da un impietoso mal tempo che convinse dieci del gruppo a salire in treno a Rovereto di Trento.Soltanto il presidente Banderi Alberto assieme al temerario “Sdrauscino” Santini, ritornarono inesorabili sulle loro Vespa.

Ai personaggi ricordati aggiungiamo Tino Galloni, Tonino Garuti, Aranaldo Guandalini (Nocia), Lauro Loschi, Valperto Contini, Telesforo Vaccari, Giorgio Loschi e Nerone Campari. Furono momenti di grande attività che videro il VESPA CLUB CARPI alla “Festa del grillo”, (una delle più note manifestazioni folkloristiche e classico raduno nazionale a Firenze), a Bologna e Piacenza. La passione per la vespa spinse i nostri predecessori  a partire per lunghi viaggi. Si partiva alla mattina presto la domenica e poi si organizzava la sosta in un punto panoramico o comunque di gradevole accoglienza dove veniva distribuita la colazione offerta dal club. In quei bellissimi anni si organizzavano a Carpi manifestazioni sportive come gincane nazionali al Campo Eden (dove vinse un fiorentino a cui mancava un braccio) e altre bizzarre competizioni vespistiche. Non mancavano la caccia al tesoro, all'epoca di moda, con la pioggia o con il caldo, coinvolgendo anche paesi vicini e con una sempre buona presenza di pubblico. Il decennio magico 1954-1964,si concluse sotto la pressione di una sempre più forte presenza delle automobili che  intasarono le strade, rendendo difficile l'attività vespistica.

A Bandieri seguì Danilo Barbieri,un tecnico della Magneti Marelli, che fu solo l'erede di questo periodo fortunato e che vide il VESPA CLUB CARPI  nel suo lento, ma inesorabile declino. Restano innumerevoli ricordi di alcuni vespisti dell'era Barbieri. Bibi Armagni, un tipo simpaticissimo, suonatore di batteria al Teatro Lux. Nocia Guendalini, che con la sua chitarra allietava i momenti di sosta. Valperto Contini, detto il cantante vinicolo, che dopo ogni pranzo si esibiva con la sua bella voce. Ennio Pellacani, all'epoca apprendista di Maletti, sempre al seguito delle gite con funzioni di pronto intervento. In questa opera assistenziale lo seguì Luciano Maletti nipote di Adolfo.

Negli anni settanta il VESPA CLUB CARPI era soltanto un lontano ricordo, nonostante le Vespa correvano ancora numerose per le nostre strade. Nel 2009 un gruppo di irriducibli appassionati capitanati da Roberto Pavarotti si adoperò per rifondare il glorioso “VESPA CLUB CARPI”. A questi temerari eroi della nostra epoca si deve anche il recupero del patrimonio storico e culturale legato non solo alla storia della Vespa, ma anche alla storia della città di Carpi. Il  presidente Pavarotti resta in carica fino al 2011.

Il sesto e attuale presidente è Banzi Massimo, un imprenditore carpigiano (titolare della VETROLOOK), dotato di grandi capacità professionali ed organizzative. Massimo è  un tipo allegro ma al contempo severo e autoritario che col sorriso sulle labbra, riesce a tenere in riga una mandria di vespisti scatenati. Banzi mette insieme un gruppo numeroso e affiatato che in questi anni riscuote grandi successi nei più importanti raduni italiani.

Citiamo : Primo posto per numero di partecipanti al raduno internazionale del VESPACLUB LAGO DI BOLSENA nel 2013, primo posto al RADUNO INTERNAZIONALE DELL'ISOLA DELBA nel 2013.

Rielaborazione e stesura a cura di Davide Giardiello

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